Qualcuno dichiara che la fretta sia cattiva consigliera. Tale affermazione può rivelarsi veritiera, ragion per cui, visto che il progetto di cui andiamo parlare è totalmente e orgogliosamente auto-prodotto non abbiamo premura di professare chissà quali anteprime, sul lavoro che accompagnerà le nostre composizioni.
Come controtesi, però, c’è anche da dire una cosa. Chi conosce il sottoscritto e Davide (aka THE NIRO) saprà benissimo che se si tratta di musica noi non amiamo starcene con le mani in mano. Lo dimostrano le nostre rispettive camerette, colme come sono di cavi, strumenti e piccì perennemente accesi.
La questione è questa. Stamattina, seppur quasi sommariamente o comunque in tranquillità, abbiamo inaugurato un primo scambio di materiale su cui lavorare, mediante le reti informatiche.
Dunque, il fatto è questo. Ho registrato sul prediletto sequencer una base di tre minuti scarsi, senza particolari attenzioni ai vari settaggi di registrazione, che tanto è una prova.
Per chi ha familiarizzato con il dischetto di Macbeth, dico subito che codesta non vi si avvicina proprio per niente a quel tipo di sound. Si tratta, infatti di una struttura interamente retta e costituita su una chitarra acustica. Porta con sé un vento di melodia nostalgica tipica del macbeth sound, ma in essa è riconoscibile, in tutto per tutto, una forma canzone.
Il mio socio è parso apprezzare non poco, stimolato forse dal fatto che è un’ armonia su cui ci si può, non solo cantarci sopra piuttosto agevolmente, ma anche sperimentare per sottrarsi all’effetto mediocrità.
Dopo averla ascoltata, abbiamo conversato un po’. Io, col sorriso sulle labbra (ma lui non poteva vedermi visto che ci distanziano 800 km!!!) gli faccio: -Se io fossi uno di quei recensori che te la menano in gran quantità con i paragoni, affermerei: “i Radiohead con in testa Morricone”- per via della progressione degli arpeggi e del suo andamento “morriconiano”.
E’ una provocazione sputata di colpo, senza salivare più di tanto. Ma funziona, credetemi.
Davide mi fa: “non c’è che dire, è un accostamento figo!”.
Non ci sono altre parole per oggi se non una buona suggestione per larghi auspici.
Augurateci buon lavoro.
Thanx for reading
Rob
Allora, c’è da dire una cosa. In seguito alle conclusioni delle snervanti registrazioni di “con un brivido in seconda battuta” MACBETH si è concesso una pausa di un paio di mesi, per ristabilirsi di tutte le energie e le calorie a lui sottratte.
Nel frattempo, ha supportato i suoi amici FARMER SEA nell’intensa attività del loro progetto di indie-rockers, offrendo con onore, la propria disponibilità di tastierista/rumorista nella line up, in alcune date.
In particolare, la trasferta di Roma, di cui ricorderò per tutta la vita da quanto è stata intensa e stramba, ha beneficiato nuove e grandi amicizie (oltre che una bella serata di sano rock’n roll), oltre che spunti per collaborazioni.
Dunque, in sintesi, la questione è questa. In quel di Roma, il dischetto di MACBETH sta provocando dei gradevoli moti d’affetto, che neanche a dirlo, non possono che procurarmi un piacere smisurato.
La notizia, però, è un’altra. MACBETH sta lavorando a delle nuove composizioni per un ep. E stavolta, badate bene, non sarà solo. Bensì, è nata non più di qualche giorno fa l’idea di una cooperazione musicale a distanza.
Il personaggio che, con mio onore, mi seguirà nella pericolosa iniziativa è il cantautore romano, THE NIRO
Forti di una reciproca stima, siamo ambedue estasiati dall’idea di metterci a lavoro e vedere cosa mai potrà uscirne fuori.
In più, da parte mia, c’è questo fattore della distanza che mi procura una curiosità quasi patologica. Tutto ciò è affascinante. Un fascino che si alimenta se pensate che il sottoscritto e il suo socio si scambieranno il materiale via posta. Insomma le romanticherie si sprecano.
Stay tuned!
Rob
Messe da parte le dovute presentazioni, il sig. MACBETH è, a dir poco entusiasta all’idea di poter condividere il proprio sviluppo con gli amici che vorranno interagire per mezzo di questo blog.
Detto questo, sputo subito quella che è, a tutti gli effetti, una notiziona. MACBETH è al lavoro su delle nuove composizioni. Non mi è dato sapere quali tempi necessiteranno per la loro realizzazione, ma se avrete voglia di seguirmi, i prossimi post avranno l’aspetto di un diario di bordo che descriveranno, passo per passo, ogni mossa che riguardi la grafia della loro genesi.
Per chi invece volesse rintracciare il cd di “con un brivido in seconda battuta” scrivi a polyglof@hotmail.com
Stay tuned!
Rob
MACBETH nasce e si alimenta al calduccio della propria cameretta. E’ un po’ timido e riservato e porta sulle spalle il peso di alcune dipendenze, per così dire, non proprio transitorie.
Sin dalla più tenera età, infatti, non nasconde una particolare soddisfazione nel prestar fede a quella che, a parer del sottoscritto, è una delle scoperte del secolo. Leggete e pronunciate NUTELLA. Ovviamente si sa come vanno queste cose, uno parte dalla nutella e poi, più in là, spuntano caffeina e nicotina. Ma questa è un‘altra storia e non ci interessa.
Dopo molteplici trascorsi in varie band, un giorno sentenzia un verdetto. Per un lasso di tempo incerto si occuperà di musica in completa solitudine, come un eremita nel suo covo. In seguito alle prime esitazioni che lo feriscono al principio del suo nuovo tragitto, il sig. MACBETH stringe legami con le pareti e le polveri domestiche. Tutto sommato è sempre stato per la pacifica convivenza. Decide, così, di abbellire la sua cameretta di dispositivi. In disposizione panoramica. Da una parte, stazioneranno le apparecchiature di cui si sarebbe servito, in seguito, per generare i contenuti del dischetto. Quindi, chitarre e tastiere di ogni genere e nomea. Un personal computer con accluso al suo interno un sequencer per catturare le performance. Microfoni. Piazzati, nel corso delle registrazione, più o meno ovunque. E, infine, percussioni, più o meno rispettabili.
Questo per quanto riguarda i congegni generanti suono. Dall’altro fronte, altri due dispositivi necessari per ultimare l’impresa. Il cuore e la testa.
Ebbene, sono stati necessari un pugno di mesi di incessante cura e devozione, a cui non sono mancati gravi alterazioni di stati d'animo contrastanti.
Molte note trattenute nel dischetto sono dedicate alle persone che hanno incontrato il sottoscritto nel periodo che intercorreva tra la pre e la post-produzione e con cui han passato, rispettivamente, attimi di pura follia, notti bianche senza via d’uscita, amori inconsistenti e ritorni di fiamma; aspirazioni di fuga e sorrisi stanchi.
Queste, insieme al cinema e alle letture di quel tempo, sono i veri artefici di “con un brivido in seconda battuta”. Il resto è venuto da sé e ciò che il sig. MACBETH si è divertito a realizzare è stato di dare un senso al tutto, incanalando i vari elementi, miscelandoli con riguardo e passione. Più o meno il compito che solitamente spetterebbe al regista, in campo cinematografico.
Perciò, quando vi dicono che la musica di MACBETH ha una valenza cinematica, sappiate che è anche per questo.
Rob