MACBETH

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lunedì, 20 giugno 2005

CARO DIARIO_ terzo estratto altrimenti noto come “LA SETTIMANA BIANCA”

Oggi e per tutta la settimana la povera cameretta del sottoscritto verrà messa un'altra volta sottosopra e (ri)popolata da soliti intrighi di cavi e assetti vari di strumentazione.

Questo per ciò che, almeno nei presupposti, dovrebbe costituire una cinque giorni di isolamento più o meno totale. Ogni distrazione e futilità dovrebbero essere bandite.

Ma poi, purtroppo le condizioni son quelle che sono e  fare i conti con vampe di calore estive sovraumane e piccoli vincoli lavorativi extra è cosa più che certa.

Dunque, LA MISSIONE E’ DISTRICARSI tra questo genere di insidie. La causa di presunta emarginazione è rintracciabile nel desiderio di creare un pugno di composizioni che formeranno l’apostolato mio e del mio socio lontano. Meta ardita, un extended play autoprodotto.

Sto ragionando da giorni a quella che vorrei fosse la “REGIA” del tutto e credo di esser venuto ad una plausibile quanto allettante (almeno per me) risoluzione.

Dunque, la nuova attrazione consisterebbe nel procedimento compositivo che ora andrò ad illustrarvi, così come la mia testa mi suggerisce da ormai troppo tempo.

Dunque, l’idea è quella di lavorare a delle melodie guida, portanti. Con pochi strumenti. Pianoforte elettrico, chitarre, I suppose.

E fin qui ci siamo. Successivamente, far giungere al mio compare queste linee melodiche. Grezze. Con cura nelle registrazioni, ma nude, e se possibile dettate da un solo strumento per volta così che vi si possa operare abilmente sulle tracce vocali. In modo che una volta registrate le voci, il sig. Macbeth sia spinto ad agire con più appetito su quelli che saranno in tutto e per tutto gli arrangiamenti. E con delle soluzioni vocali a disposizione avrei parecchie più gamme di opzioni espressive, no?

A conti fatti, se volete, potete intravedere in tale idea di processo una parvenza di ciò che io chiamo affettuosamente “elettronica d’inclinazione”. D’attitudine o di operato.

Una sorta di remix, forse, ma che, in questo caso, poco a che fare con la musica elettronica.

In fondo credo sia l’idea preferibile per ovviare ai procedimenti che hanno dato alla luce “con un brivido in seconda battuta”, che ha avuto uno sviluppo suo e che -detto tra noi- non mi va tanto a genio il pensiero di replicare pari pari.

Penso sia giusto, ma soprattutto interessante, far convivere quelle pendenze ad altri, nuovi, bagliori.

E ciò ancor più se quel che si brama è un pensiero semplice e candido. Creare qualcosa, seguirla passo per passo, per poi scoprirla crescere lentamente e ricavarsi un proprio spazio e una sua linfa.

Un saluto. E grazie a tutti coloro si stanno dimostrando autori d’affetto per ogni diffusione (dalla più tradizionale nelle trame della rete alla più bizzarra) di “con un brivido in seconda battuta”.

Ai prossimi (si spera felici) aggiornamenti.

 

 

 

 

 

 

 

Rob

 

 

 

postato da: coltello alle ore 17:53 | link | commenti (5)
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martedì, 07 giugno 2005

PAROLE GROSSE


Sarò breve.

Un caro personaggio, sopraggiunto all’ascolto di “con un brivido in seconda battuta”, per un bizzarro circolo di diffusione a me oscuro, ha dedicato al sig. Macbeth parole grosse, che meritano sana gratitudine e difficilmente stentano a procurare qualche brivido.

 

Questo è ciò che ha scritto ( ve lo riporto qui per agio, altrimenti rintracciabile nel suo blog www.enver.splinder.com):

 

“Il sempre caro mi fu quest'ermo Michele/Racecar ha contribuito allo spaccio sotterraneo di 'Con un brivido in seconda battuta', debutto autoprodotto -almeno con questo moniker- di Macbeth. Ben poco si sa di lui, e lo si apprende dal suo blog. Tante invece le indicazioni che provengono dalla sua musica, registrata in camera, e dai titoli che ha scelto per rappresentarla ('Quello strano silenzio dopo l'abbraccio', 'Piccole solitudini a colazione', 'Ghirigori'), che inquadrano felicemente il panorama nel quale ci si trova. Anche qua la resa è solo strumentale, configurabile forse come illbient (da quanto tempo non si usava questo vocabolo?): si passa da un'armoniosa pastorale come 'Anima gemella', al moog centrale di 'Camomilla' in cui l'eroe verdiano si diverte a fare il Guardiano Del Faro; da persistenti inclinazioni verso la calma, la rarefazione, a una musica facile che diventa difficile, cui accennare con la testa, fare altro, ritornare e ritrovarla evoluta o involuta ('Autopsia di un sogno', l'idea di un'attesa delle esplosioni pre-pioggia, ne è paradigma). L'iniziale 'Tu sei ovunque' ne ha dei Lumière Electrique e dei rimpianti Bartòk, mentre 'La sequenza delle anime erranti' suona Colleen con  gli strumenti rock tradizionali. L'autentico benessere di cui questo dischetto si rende latore è corroborato dalle indicazioni dello stesso autore: 'Sin dalla più tenera età, infatti, non nasconde una particolare soddisfazione nel prestar fede a quella che, a parere del sottoscritto, è una delle scoperte del secolo. Leggete e pronunciate NUTELLA.' ...musica, per questo blog...”

 

 


         Sono oltremodo rinnovate sentite riconoscenze a questo gradito amico. Sei il benvenuto, quando vuoi, in questo delirio di blog.  E’ il minimo.

Thanx.

 

 

 

 

 

 

Rob

postato da: coltello alle ore 12:39 | link | commenti (5)
categorie:
mercoledì, 01 giugno 2005

CARO DIARIO_secondo estratto


Mentre proseguono, col potere della calma, i  processi di scrittura per l’ep, il sig. Macbeth si è cimentato, divertito, in un remix per gli amici romani TURNPIKE GLOW. Domani, invece, supporterà i FARMER SEA in una data nel pinerolese (per infos mail to: farmersea@hotmail.com), in veste di tastierista e disturbatore pubblico(!?).

Voci dicono che si tratti di un festival colmo di belle donnine perciò, con buona probabilità, sempre che i mormorii abbiano buona attendibilità, potreste assistere ad uno dei live più roventi di…di tutta la Val di Pellice!

Scherzi a parte, chi non è così distante venga a farsi un giro! Indie rock rules!

 


        Solo pochi agevolati(?), in questi giorni, potrebbero vedersi recapitare codesto oggetto







Per chi conosce “con un brivido in seconda battuta” questo non aggiunge nulla, anzi vede sfilare nella sua tracklist solamente cinque della totalità di tracce che compaiono nel dischetto “completo” [dicesi anche DIRECTOR’S CUT per i temerari!!!]

Insomma, materia per cronisti e addetti. [Rob]a snob :-)

 

That’s all.

 

 

 

Rob

 






postato da: coltello alle ore 14:02 | link | commenti (1)
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